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Bar Forza Lupi

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Ai microfoni di Centro Suono Sport, durante la trasmissione “Bar Forza Lupi”, è intervenuto l’ex difensore campione d’Italia con la Roma nel 2001 Amedeo Mangone.

Un ricordo del derby vinto 4-1 nel 1999?”Venivamo da un periodo non positivo, la Lazio stava facendo bene e quindi farle 4 gol in mezz’ora ci ha caricato molto. Abbiamo fatto una partita perfetta”.

Un giudizio sulla Roma di oggi?”Sta facendo molto bene, è stato bravissimo Fonseca a gestire bene anche il cambio di società. Ha cambiato modo di giocare adattandosi alle caratteristiche dei giocatori. La Roma sta giocando bene e ha grandi margini di miglioramenti perché ha molti giovani.  Il fatto che non si dia tanta attenzione alla Roma è un bene, ma la classifica ora parla chiaro”.

Dove può arrivare questa Roma?”Non si sa. Il campionato è anomalo, le squadre allestite per vincere il campionato sono indietro, squadre con meno pressione stanno facendo bene, come Roma, Milan e Sassuolo. credo che la Roma possa arrivare tra le prime quattro, poi strada facendo gli obiettivi possono cambiare, ma quello principale è la Champions”.

Quanto contano i giocatori di personalità?

“Tantissimo. Ai miei tempi c’erano giocatori di grande carattere, Candela, Cafù, Aldair, ovviamente Totti. Poi Batistuta è stato la ciliegina sulla torta”.

Cosa ne pensi di Ibanez?”È fortissimo, migliora partita dopo partita e ha grossi margini di miglioramento. Può giocare sia centrale che a destra nella difesa a tre, ha grandi capacità di lettura e dà grande sicurezza al reparto difensivo”.

Quanto conta avere un presidente presente?”Molto, io ero abituato con presidenti italiani che stavano vicino alla squadra. Sensi passava dal campo sempre almeno una volta alla settimana e questa cosa dà un senso di non essere lasciati soli. Alla Roma questa cosa negli ultimi anni è mancata”.

A gennaio questa Roma come può essere migliorata?”Adesso c’è poco da toccare. Bisogna forse trovare alcuni giocatori che possono essere utili alla causa e congeniali alle idee dell’allenatore. Possono arrivare un trequartista o un centrocampista”.

Tra i centrali chi ti sta sorprendendo di più?”Cristante, che si è adattato benissimo a un ruolo che non era suo”.

Intervenuto nel corso della trasmissione “Bar Forza Lupi”, su Centro Suono Sport 101.5 fm, per presentare il suo nuovo libro (“Lezioni di volo e di atterraggio, Einaudi editore), il cantautore Roberto Vecchioni ha parlato anche della sua passione per il calcio e di Francesco Totti: “Amo molto Totti, come persona, come rappresentante di una gente, di un popolo, come modo di essere, come campione meraviglioso. Lo amo anche perché ha scelto una donna bellissima per sposarsi, dimostrando anche un gusto estetico notevole. Sono interista, ma Totti è in cima alle mie preferenze”.

 

Il giornalista Maurizio Pistocchi è stato intervistato sulle frequenze di Centro Suono Sport 101.5, all’interno della trasmissione “Bar Forza Lupi”.
Queste le sue dichiarazioni.

Hai visto il film su Totti?

“Non l’ho ancora visto, ma non penso che mi serva vederlo per capire chi era Totti. L’ho sempre seguito, ha vinto più volte gli Oscar del Calcio, lo ricordo benissimo. Ribadisco ciò che ha detto Mihajlovic pochi giorni fa, Totti è il più forte degli ultimi 25 anni, ha fatto 250 gol giocando nella Roma che ha vinto uno scudetto solo. È un calciatore di straordinario livello”.

Roma ha limitato Totti nella sua carriera?

“Poteva andare al Real Madrid, ha scelto di restare perché ha fatto una scelta di vita e di affetto. Il tifoso non può rimproverarsi nulla, nella sua vita Totti ha guadagnato tantissimo ed è stato un simbolo, è stato una bandiera. In un calcio dove i giocatori si trasferiscono appena ci sono situazioni economiche migliori, è un qualcosa di unico. Il calcio è molto cambiato, Totti rimane una sorta di mosca bianca”.

Ultima bandiera nel calcio?

“Nessuno dei grandi è stato protagonista di un tributo simile a quello ricevuto da Totti; penso a Del Piero o Maldini. Totti è stato un simbolo in toto, romano e romanista”.

Il finale della carriera di Totti è stato un po’ amaro…

“Quando arrivi a una certa età, devi renderti conto che devi lasciare. Totti non aveva più quella rapidità di intuizione, della giocata. Oggi lui ha ancora la tecnica che lo ha reso un calciatore straordinario, ma inevitabilmente cambia tutto il resto, sei meno intuitivo, veloce. È stato bello che abbia smesso ancora come giocatore, probabilmente aveva tanta passione che voleva continuare ancora. Arriva per tutti un momento che bisogna lasciare il posto ad altri”.

Un giudizio sul campionato di Serie A?

“I giocatori di livello fanno sempre la differenza, penso a Rivera che fu molto contestato all’epoca, ma decideva le partite. Importante è anche la qualità degli allenatori, che hanno dato a questi calciatori un’identità più profonda. Se la Roma non avesse buttato i tre punti con l’Hellas Verona, sarebbe imbattuta, sul campo non ha mai perso. È in crescita, ha dei buoni giocatori, credo che sarà un campionato condizionato dal COVID-19 e molto dipenderà dalla capacità degli allenatori di saper gestire e dare un’identità. Ho visto tutte le partite, l’Inter ha giocato molto bene però ha concretizzato poco, non ha fatto i punti che doveva fare. Ci sono squadre che hanno identità come il Milan, forse meno forte di Napoli e Roma perché si basa molto su Ibrahimovic, senza di lui fa fatica. Il Milan è una squadra che passando al 4-2-3-1 ha trovato il ruolo giusto per parecchi giocatori, lo dicevo da parecchi anni che il 4-3-3 non era il modulo giusto. Calhanoglu è tornato a giocare nel suo ruolo, è venuto fuori Castillejo, è venuto fuori Rebic, è venuto fuori Saelemaekers. È il campionato più aperto degli ultimi 5-6 anni”.

Ci sono le basi per sfruttare questo momento di incertezza per ripartire?

“Nei momenti di incertezza, di solito, il vecchio ritorno. Mi dicono che stia tornando di moda il nome di Tavecchio per le prossime elezioni. Spero che non sia così, il calcio italiano ha bisogno delle riforme importanti. Il momento è pessimo per le finanze, sappiamo che la Lega di Serie A ci rimette 400 milioni di euro per il COVID-19 ed è un problema enorme, hanno anche chiesto dei ristori al Governo che, al momento, non sembra disposto ad accettare, ci sono problemi importanti. È il momento di fare riforme epocali, ma non è facile perché saltano fuori vecchi gattopardi”.

Franco Peccenini, ex difensore della Roma, è stato intervistato durante la trasmissione “Bar Forza Lupi”, su Centro Suono Sport 101.5 fm.
Queste le sue dichiarazioni.

Tra Mirante, Jesus, Bruno Peres e Mkhitaryan, che sono in scadenza, a chi rinnoveresti il contratto?

“Mkhitaryan è il primo problema che il nuovo DS della Roma dovrà affrontare. Non può non essere preso in considerazione, il primo passo è confermarlo. Successivamente, direi che si possa rinnovare il contratto di Mirante perché ha dimostrato serietà e applicazione quando è stato chiamato in causa, per Bruno Peres e Jesus possiamo farne a meno. Il terzino sta anche facendo un buon campionato, continuando così potrebbe anche essere preso in considerazione, sempre che Fonseca continui con questo atteggiamento. Bruno Peres potrebbe tornare ancora utile”.

La presenza dei Friedkin può essere un fattore che sta aiutando la squadra?
“Sicuramente lo è, negli ultimi anni abbiamo lamentato l’assenza completa della proprietà. Se manca l’autorevolezza del proprietario, del presidente, subentra l’anarchia. Abbiamo visto dirigenti che si sono appropriati di ruoli che non competevano loro, non c’è stata una gestione buona dello spogliatoio. In questo momento, la Roma può stare tranquilla anche se una bella presentazione sarebbe stata carina. I Friedkin mi sembrano gente concreta, stanno conducendo la società in questa maniera e poi quello che conta alla fine sono i risultati perché le promesse cadono nel vuoto”.

La classifica, al momento, sorride ai giallorossi… “Si profila una stagione sorprendente, neanche il più ottimista immaginava una Roma che stiamo apprezzando e, al di là dei risultati, la apprezziamo per una ritrovata fisionomia. La Roma ha una formazione giovanissima con ampi margini di miglioramento che può farci sperare per il futuro”.

 

Il rapper Piotta, pseudonimo di Tommaso Zanello, autore della colonna sonora della terza e ultima stagione della serie “Suburra”, ha parlato ai microfoni di “Bar Forza Lupi” su Centro Suono Sport 101.5. Questo uno stralcio delle sue dichiarazioni sulla Roma, squadra di cui è tifoso:

«Questo è un anno “matto”, che ne sai che possa esserci qualche sorpresa e fare una stagione fantastica? Mkhitaryan è pazzesco, ha dei numeri straordinari. Al momento, causa COVID-19, è tutto un “terno al lotto”, quindi una partita facile può diventare difficile, il campionato è falsato. Incrociamo le dita, c’è un po’ di “fomento”. Speriamo di non dover rimpiangere i soliti 4-5 punti».

L’ex difensore romanista Manuel Gerolin è stato intervistato durante la trasmissione “Bar Forza Lupi”, su Centro Suono Sport 101.5.

La vittoria per 5-0 in campo europeo alla Roma mancava da esattamente trent’anni: cinquina al Bordeaux nel novembre 1990, con tripletta di Voeller e doppietta di Gerolin.
Che ricordi hai di quella serata?
“Fu una partita importante per noi della Roma, l’inizio di una escalation che ci portò in finale contro l’Inter.
E fu memorabile per me, dato che feci una doppietta. Vedendo la partita contro il Cluj di giovedì, mi chiedevo da quanto non si verificasse un 5-0 da parte della Roma in Europa. Ora ho avuto da voi la conferma che non accadeva da quel match”.

La tua esperienza alla Roma?
“Venivo da 5 anni all’Udinese e poi sono stato 6 anni alla Roma. Sono approdato in una città e in una squadra importante a 25 anni, ho vinto due Coppe Italia, siamo stati a un passo dalla Coppa UEFA e dallo scudetto. Sono sempre arrivato tra il secondo e il quarto posto, è stata una bella avventura”.

Hai vissuto stagioni da protagonista…
“Sì, abbiamo vinto le due Coppe Italia quando abbiamo perso scudetto e Coppa Italia. Ricordo che abbiamo perso lo scudetto quando le vittorie valevano 2 punti e non 3”.

Due coppe Italia con Eriksson e Bianchi: differenze?“Con Eriksson giocavamo un calcio spettacolare che, secondo me, è ancora molto attuale. Avevamo una squadra molto offensiva e molto corta.
Con Ottavio Bianchi la rosa è sempre stata importante, siamo sempre rimasti sulle prime posizioni. I risultati sono arrivati lo stesso”.

Che rapporto hai con i tifosi della Roma?“Ho avuto la fortuna di fare l’esordio nell’ultima partita di Paulo Roberto Falcao, era un’amichevole con l’Ajx dove andai anche a segno. Il pubblico si affezionò molto a me perché davo tutto in campo, lo stesso potevano essere Piacentini, Desideri, tutti quei calciatori che mettevano qualcosa in più. Ancora oggi, a distanza di 30 anni, ho sempre tanti elogi da parte dei tifosi”.

Quali margini di miglioramento può avere la Roma?“Sono quelli che sta costruendo la Roma, l’annata è iniziata con il piede giusto. Fonseca è al secondo anno nella Capitale, ha preso calciatori su sua indicazione, si sta costruendo una squadra attorno a lui e deve continuare a rafforzare la mentalità che si crea solo vincendo”.

Il nuovo DS della Roma?“Oggi si va molto alla ricerca di profili stranieri, sembra si vada su questo lato. Tra l’altro, bisogna dire che i DS stranieri stanno trovando difficoltà perché c’è differenza tra il calcio italiano e il calcio spagnolo per esempio, bisogna stare attenti alle figure che si prendono. Costruire una squadra interessante al Lille, al Lipsia o al Monaco è molto più facile rispetto a farlo alla Juventus, alla Roma, all’Inter. In Italia non c’è tempo per aspettare la crescita del giovane, delle volte certi personaggi non lo sanno”.

Difficile lavorare a Roma?“Assolutamente sì, la conosciamo. È una piazza, però, che va educata con discorsi corretti che bisogna fare all’inizio della stagione. Sento sempre che i giocatori vengono venduti, probabilmente andava fatto. La Roma deve fare i risultati e non si possono ottenere subito, gli acquisti devono essere mirati. I giovani devono essere importanti se si vuol fare plusvalenza e, soprattutto, arrivare prima degli altri. Importante è anche la posizione contrattuale del calciatore, se poi ti ritrovi con calciatori con contratti di molti anni, può diventare un problema”.

 

L’ex portiere giallorosso Paolo Conti è intervenuto durante “Bar Forza Lupi”, trasmissione in onda su Centro Suono Sport. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni.

Com’è diventato calciatore?
“Casualmente, non era mia intenzione diventarlo. Il caso ha voluto che un giocatore partisse per fare il militare e l’allenatore mi invitasse a svolgere le preparazione atletica. Ricordo che si parlava di un mio approdo in Serie B, fui spinto dalla curiosità e iniziai a giocare”.

All’inizio giocava in attacco?
“Sì, era un ruolo che mi piaceva di più perché partecipavamo maggiormente al gioco. In parrocchia, però, giocavo un tempo in porta e un tempo in attacco, ero capocannoniere nonostante giocassi avanti un tempo solo”.

L’aver giocato in attacco è stato importante quando è passato in porta?
“Io interpretavo il ruolo in maniera molto personale, riuscivo ad anticipare le conclusioni. Adesso il ruolo del portiere è molto cambiato, è un giocatore a tutti gli effetti perché partecipa alla costruzione del gioco”.

Lei indossava spesso maglie colorate…
“Sì, la generazione precedente poteva indossare solo maglie nere, io invece indossavo una divisa che si distingueva dalle altre”.

I portieri erano liberi di scegliere la maglia da indossare?
“Avevamo una certa libertà, la nostra era una muta che andava in contrasto con gli altri. Se la Roma giocava con la maglia tradizionale, mettevo quella arancione. C’era una certa autonomia al contrario di oggi”.

Ha raggiunto numeri importanti in carriera…
“Per farlo bisogna essere professionisti fino in fondo, amare il ruolo che si ricopre. Ho imparato ad amare il calcio, le squadre nelle quali ho militato e i tifosi corrispondenti. Sono entrato in punta di piedi e ho dato tutto me stesso”.

La stagione 1974/1975 è stata la migliore alla Roma?
“Dal punto di vista dei risultati sì, personalmente credo che ogni partita s’impari qualcosa e le stagioni successive sono state quelle dove ho maturato tanta esperienza. Quella stagione in particolare, sul piano dei risultati, del gioco di squadra, sul piano della rivalsa nazionale è stata probabilmente quella che mi ha lanciato come titolare”.

Perché si è distaccato dal mondo del calcio?
“Non ho voglia di andare a prendere freddo allo stadio (ride, ndr). A parte questo, non è un calcio che mi entusiasma, l’essenza del calcio è lo spettacolo puro. Oggi è un calcio troppo essenziale e gli allenatori penso abbiano grandi colpe, non si può essere così essenziali, bisogna concedere qualcosa allo spettacolo”.

Che rapporto ha avuto con la Roma e con i romanisti?
“Sono legato alla città di Roma, quando ci torno mi arrabbio perché vorrei vedere delle cose diverse. Roma mi ha fatto diventare uomo, è l’unica squadra che riesce a darmi emozioni, ho grande rispetto e riconoscenza”.

 

Ai microfoni di Centro Suono Sport, all’interno di Bar Forza Lupi, è intervenuto l’ex Roma Luigi Garzya.

Cosa puoi dirci di Völler?
”Come DS non lo conosco, come calciatore non c’è bisogno che lo dica io che giocatore era. Inoltre era una bellissima persona”.

La squadra ha delle mancanze?
”Non è facile inserire delle riserve tra i titolari. Quando si cambiano determinati giocatori si vede, però anche le riserve devono giocare ovviamente. Molti comunque hanno bisogno di tempo”.

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Durante “Bar Forza Lupi”, trasmissione in onda sulle frequenze di Centro Suono Sport, ha parlato il comico Gene Gnocchi. Questo uno stralcio delle sue dichiarazioni.

Un giudizio sulla Serie A?
“È un campionato un po’ anomalo, l’Inter per esempio ha perso 5-6 calciatori per il COVID-19. A me dà una sensazione un po’ strana, la Juventus gioca senza Ronaldo perché è positivo, mi sembra una situazione un po’ troppo complicata. Il Milan ha meritato di vincere il derby, l’Inter non può giocare a tre con Kolarov e D’Ambrosio, il Milan avrebbe potuto fare 4-5 gol. Senza Skriniar e Bastoni, la difesa di oggi non può considerarsi titolare. Il COVID-19 non guarda in faccia nessuno, però è un campionato che non ti fa proprio appassionare”.

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L’ex attaccante Simone Tiribocchi, oggi collaboratore del Monza e commentatore tecnico su DAZN, è stato intervistato da “Bar Forza Lupi”, trasmissione in onda su Centro Suono Sport. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni.

Che ricordi hai di Rudi Völler?
“Sono cresciuto con lui, mi ricordo benissimo di lui, è rimasto nel cuore dei tifosi”.

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Emidio Oddi, doppio ex di Roma e Udinese, è stato intervistato all’interno di “Bar Forza Lupi”, trasmissione in onda sulle frequenze di Centro Suono Sport.
Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni.

Che ricordi hai dell’Udinese?
“Il trasferimento non mi lascia bei ricordi, la Roma ha ceduto me e Collovati all’improvviso. Sono stato bene a Udine, ma non era come Roma, non c’era un presidente come Viola”.

La Roma ha una difesa molto giovane: cosa ne pensi?
“Con giocatori così giovani c’è il rischio che possano esserci più errori, speriamo possano sbagliare il meno possibile. La Roma ha dei bravi giocatori, auspico facciano pochi errori”.

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Giorgio Perinetti, attuale direttore sportivo del Brescia, è stato ospite di “Bar Forza Lupi”, trasmissione in onda sulle frequenze di Centro Suono Sport.

Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni.

Le ambizioni del Brescia?
“Vorremmo tornare subito in Serie A dal momento che siamo retrocessi. Il presidente Cellino ha lanciato un segnale importante confermando quasi tutta la rosa. Chiaramente, il campionato di Serie B è molto complicato, ci sono SPAL, Lecce, Empoli che sono squadre forti”.

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L’ex difensore giallorosso Franco Peccenini è intervenuto sulle frequenze di Centro Suono Sport, all’interno della trasmissione “Bar Forza Lupi”.
Queste uno stralcio delle sue dichiarazioni.
La cessione di Florenzi al Paris Saint-Germain?

«È incomprensibile, non è stata nemmeno una cessione a scopo di lucro, viene riscattato per “un piatto di fagioli”. È abbastanza regalata, posso anche capire l’allenatore che non lo vede, non capisco invece la società. Se Fonseca non dovesse più essere l’allenatore della Roma, non avrai nemmeno più Florenzi, titolare a destra in Nazionale. Dal mio punto di vista è un’operazione sbagliata, considerato il cambio modulo non lo capisco, con il 3-4-2-1 avrebbe avuto maggiore facoltà di offendere, libero da compiti difensivi. Se un giorno vorranno spiegarci i veri motivi della cessione, allora poi potremmo ritrattare le nostre critiche».

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Nel corso di “Bar Forza Lupi”, trasmissione in onda sulle frequenze di Centro Suono Sport 101.5, ha parlato l’ex portiere giallorosso Alberto Ginulfi.
Il rapporto con la Roma?
«Io vedo tutte le partite della Roma, sono malato sin da bambino. Io andavo allo stadio, quando il “Flaminio” ancora si chiamava “Comunale”. Quando ho indossato la maglia della Roma è stato un sogno».
Lei è stato definito “primo portiere dell’era moderna”…
«Quando c’era un cross, uscivo e le prendevo tutte io, anche in area piccolo uscivo sempre».
Pau Lopez?
«Il secondo gol subìto ieri è stato imbarazzante. Io ho fatto l’osservatore per tanti anni, ho visto tante partite ma un gol così non mi era mai capitato. Una palla che s’impenna, sta a un metro dalla porta… il portiere poteva fare di tutto, uscire, respingere con il pugno, tra l’altro aveva tempo. L’area piccola è di dominio del portiere».

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Il direttore sportivo della Carrarese Gianluca Berti, ex portiere che in carriera ha giocato sia per la Roma che per la Fiorentina, ha parlato della sfida di domani e non solo. Ecco uno stralcio delle sue parole rilasciate a Centro Suono Sport, durante la trasmissione “Bar Forza Lupi”:

Come ti sei ritrovato con la Roma nella stagione 1996/1997?
“Per me fu una grande soddisfazione arrivare alla Roma. Davanti a me c’era Giovanni Cervone, un grande portiere. Fu una bella esperienza”.

 

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Il comico Gene Gnocchi è stato ospite nel corso di “Bar Forza Lupi”, trasmissione in onda su Centro Suono Sport. Ecco uno stralcio del suo intervento:

Un giudizio sulla “querelle” Fonseca-Zaniolo?
“Ho l’impressione che Zaniolo sia un giocatore un po’ particolare, anche in Under 21 è stato beccato con Kean che ha fatto un po’ casino. È un ragazzo sui generis, abbiamo anche delle alzate di genio e deve anche essere tenuto a genio. Quello che c’è intorno a Zaniolo, fatto salvo il suo talento enorme, non mi fa impazzire. Ho sempre l’impressione che sia sempre un attimo vicino alla trasgressione, o meglio, al comportamento sopra le righe. Se Fonseca ha deciso di riprenderlo pubblicamente, c’è un motivo ben preciso”.

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L’avvocato e noto procuratore sportivo Dario Canovi è stato intervistato da “Bar Forza Lupi”, trasmissione in onda sulle frequenze di Centro Suono Sport. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni:

Trattativa Friedkin-Roma?
“Secondo me non si è ripresa la trattativa con Friedkin, quindi le difficoltà saranno tante. Ho paura che i calciatori che hanno più mercato, saranno ceduti”.

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Simone Tiribocchi, ex attaccante dell’Atalanta e tifoso giallorosso, oggi Responsabile e Coordinatore dell’Area Offensiva delle formazioni del Monza, ha parlato ai microfoni di Centro Suono Sport, durante la trasmissione “Bar Forza Lupi”. Queste uno stralcio delle sue dichiarazioni:

Quale sarà il futuro di Edin Dzeko?
“Una Roma senza Dzeko non so se si possa vedere. È dura pensare una cosa del genere, è vero che ha un contratto oneroso e ha 34 anni, ma la Roma non ha valorizzato alcun tipo di calciatore. Sarebbe un peccato perderlo, è un giocatore che si è legato alla Roma, non ce ne sono molti come lui”.

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Amedeo Mangone, ex difensore della Roma Campione d’Italia con i giallorossi nel 2001, ha parlato ai microfoni di “Bar Forza Lupi”, trasmissione in onda su Centro Suono Sport. Ecco il suo intervento:

Il cambio di modulo di Fonseca?
“È giusto che abbia cambiato, è stato intelligente nel cambiare quello che era il suo pensiero. In Italia è complicato impostare il gioco che si vuole, ha avuto un’intuizione sensata e giusta”.

Il 3-4-2-1 dà più garanzie?
“La sua filosofia di gioco era completamente diversa, in Italia si gioca molto di più sul discorso tattico, si vuole limitare la squadra avversaria. Si è adattato alle situazioni”.

 

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Emidio Oddi, ex calciatore della Roma (152 presenze e 2 gol in campionato), è stato intervistato da Centro Suono Sport, durante la trasmissione “Bar Forza Lupi”:

Il momento della Roma?
“Servirebbero delle persone per dare una svolta, giocatori di temperamento. Anche durante la mia esperienza a Roma abbiamo avuto periodo difficili, nella squadra attuale ci sono giocatori giovani che vanno aiutati. Purtroppo, manca il pubblico che avrebbe potuto dare una mano, mentalmente uno si butta un po’ giù, avrebbe dato una grande spinta alla squadra”.

Sei d’accordo con il turnover di Fonseca?
“Sinceramente ci sono dei giocatori insostituibili, non è possibile mettere in panchina Dzeko. È vero, forse non sta andando come qualche tempo fa, ma uno come lui può sempre mettere in difficoltà gli avversari, giocando entra in forma anche prima. I giocatori scenderebbero sempre in campo, per me bisogna sempre far giocare la formazione migliore e poi fare qualche cambio se necessario”.

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