Emidio Oddi: “Malen può fare gol a Napoli. Mi rivedo in Hermoso, un difensore che non si ferma davanti a nulla”

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L’ex difensore della Roma Emilio Oddi, soprannominato “Leone”, è intervenuto in diretta a Bar Forza Lupi, trasmissione condotta da Massimo D’Adamo su Radio Bruno 101.5. Nel corso dell’intervista ha ricordato la storica vittoria contro il Napoli al San Paolo che lo vide assoluto protagonista, soffermandosi anche sulle ambizioni della Roma, sui giocatori più importanti della rosa e sui giovani giallorossi. Ecco le sue parole.

Se ti chiedessero di scegliere la partita della tua vita, quella che ti rappresenta maggiormente a livello individuale, quale sceglieresti?

«Napoli-Roma. È la partita che mi ha dato una soddisfazione incredibile. Mi è capitato anche di dover marcare Maradona, anche se non era proprio marcabile. Tornava indietro e poi ripartiva, e tante volte capitava nella mia zona. Il Napoli attaccava tantissimo, ma io sono partito in contropiede e Giannini mi ha dato un pallone fantastico. Rudi Völler fece un movimento che portò praticamente i due difensori centrali a scontrarsi. Io rimasi da solo e al volo segnai quel gol che ammutolì il San Paolo».

In quella partita non c’erano neanche i tifosi della Roma, perché il gemellaggio tra le due tifoserie si era interrotto da pochi giorni e la Questura aveva deciso di vietare la trasferta.

«Non cambiò niente, perché vincemmo 2-1 a Napoli. Ci chiusero nella nostra area per parecchio tempo, anche perché avevano giocatori di altissimo livello. Non soltanto Careca e Maradona, ma anche Giordano, Carnevale, Ferrara e Ferrario. Fu una soddisfazione enorme. Ricordo sempre il momento in cui segnai e mi inginocchiai verso la nostra panchina. Sentivo chiaramente i compagni urlare “gol, gol”, una cosa che normalmente non succede quando ci sono anche i nostri tifosi. In quel momento, invece, tutto il San Paolo era in silenzio».

Speriamo che qualche romanista riesca ad ammutolire nuovamente quello stadio, che oggi si chiama Diego Armando Maradona. Quale giocatore della Roma potrebbe riuscirci?

«Devo dire che la Roma sta giocando bene come squadra, perché gioca tutta insieme. Malen dovrebbe rientrare e giocare dal primo minuto. Secondo me è lui quello che potrebbe dare fastidio al Napoli e magari fare gol».

Quest’anno, invece, cosa può dire la Roma in campionato? La Champions League forse è un altro discorso, magari non è ancora alla portata dei giallorossi.

«Non so se la Champions League non sia alla sua portata, perché nel calcio ci vuole anche un pizzico di fortuna. A volte possono capitare situazioni come quella che è successa a me a Napoli, quando con un po’ di buona sorte sono riuscito a segnare e a vincere la partita. Contro il Napoli servirà il solito gioco di squadra e quella pressione instancabile che chiede l’allenatore. A me piace molto questo modo di giocare, perché bisogna correre in mezzo al campo e andare ad aggredire gli avversari. Mi piace abbastanza la Roma anche perché non insiste troppo con il portiere nella costruzione dal basso».

In vista di una partita importante come quella contro il Napoli, quale sarebbe l’assenza più pesante per la Roma tra Svilar, Dybala e Koné?

«Secondo me Svilar. Aveva acquisito una fiducia tale che segnargli era diventato difficilissimo. Quando manca il portiere è sempre un problema. Anche Dybala e Koné, però, sono due assenze molto pesanti. Dybala e Malen giocano l’uno per l’altro. Anche Koné è un giocatore che serve sempre, uno di quelli di cui una squadra ha bisogno. Però ci sono altri calciatori che possono sostituirli e che sembrano essere allo stesso livello. Quindi dobbiamo preoccuparci, ma il giusto».

Pisilli martedì ha indossato la fascia da capitano, secondo te può rappresentare bene la Roma? 

«Pisilli è alla Roma da quando era ragazzo ed è un giocatore che rappresenta proprio la Roma. Anche se è giovane e non ha ancora tantissime partite alle spalle, può tranquillamente rappresentarla. Naturalmente bisogna vedere anche la personalità. Quando un ragazzo entra in campo da capitano deve rappresentare tutti gli altri giocatori, anche quelli più anziani di lui. Deve avere carattere ed essere capace di parlare con i compagni. Però, se il mister gli ha dato la fascia, significa che sa che è in grado di portarla. Gliel’ha fatta assaggiare per un po’. Credo comunque che bisognerà aspettare ancora prima di vederlo stabilmente capitano».

Tornando alla vittoria di Napoli che ricordavi prima, il capitano di quella Roma era Giuseppe Giannini. Fu proprio lui a servirti il pallone del gol decisivo, dopo aver segnato anche la prima rete.

«È vero, Giannini segnò il primo gol e poi arrivò il mio, quello del 2-1. Ricordo che anticipai Careca e partii con il pallone al piede. Lo passai a Giannini, che si trovava sulla fascia sinistra. In quel momento Rudi Völler gli andò incontro e Ferrario, il difensore centrale, seguì il movimento. Renica, vedendo che io mi inserivo centralmente, cercò di chiudere, ma finì per scontrarsi con Ferrario. Così rimasi completamente solo. Giannini mi mise il pallone appena dentro l’area e io calciai al volo, anche perché Careca era a due metri da me».

Ma chi ha oggi la grinta del Leone Emilio Oddi in questa Roma? In quale difensore ti rivedi maggiormente?

«Io penso a Hermoso. Secondo me potrebbe assomigliarmi, perché è uno che ha già una faccia cattiva e mi dà quella sensazione. Penso che sia un giocatore che non si ferma davanti a nulla».

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