Tempestilli: “La Roma si è avvicinata molto all’Inter”

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Antonio Tempestilli, ex giocatore di Roma e Como, è intervenuto alla trasmissione “Bar Forza Lupi”, condotta da Massimo D’Adamo, su Radio Bruno 101.5 FM.

Hai diviso la tua carriera tra Come e Roma, ma l’esordio in Serie A lo hai fatto con la maglia dell’Inter, stagione 1980/81. I nerazzurri , oggi, sono ancora la squadra più forte del campionato?
“L’Inter, sulla carta, è la squadra da battere in Italia, strutturata molto bene; praticamente è come se avesse due formazioni unite insieme, con 24 titolari. La Roma sicuramente si è avvicinata molto. Il merito è soprattutto del suo allenatore, che è riuscito a farsi seguire ed a trasmettere ai giocatori la sua mentalità, il suo pensiero e ad insegnandogli un bel calcio. Io credo che se la Roma riuscirà a rimanere su questi livelli, sia sul piano fisico che su quello mentale, nonché senza infortuni, potrà dire la sua sino alla fine”.

Hai citato Gasperini, un tecnico che, quando arrivò a Roma, suscitò polemiche fra i tifosi, non per le sue qualità professionali, ma per il carattere. Guardando la tua carriera, una cosa simile, a Roma, successe con Ottavio Bianchi, ex Como pure lui, non simpatico ai romanisti, il quale, però, riuscì a portare una Coppa Italia.
“Bianchi, non solo vinse la Coppa Italia, ma ci portò a conquistare una finale di Coppa Uefa, che ancora oggi grida vendetta. Era, certamente, un ottimo allenatore, che non fu apprezzato come avrebbe meritato. A me importa che un allenatore faccia giocare bene, che faccia vincere. Se poi è simpatico o antipatico, è irrilevante, non devi uscirci a cena o andare a prendere un caffè con lui. Io lo giudico unicamente per quello che fa in campo con la squadra. Così con Gasperini, che, poi, adesso è riuscito pure ad accaparrarsi le simpatie di tutto il popolo giallorosso perché, conoscendolo, poi, si capisce che quando lavora per un club dà il massimo”.

La passione incondizionata dei tifosi è un limite della Roma?
“In realtà, credo che i tifosi della Roma siano cresciuti tantissimo. Ai miei tempi erano un pò eccessivi. Oggi sostengono la squadra sia nei momenti di difficoltà che quando esprime un grande gioco. C’è una passione incredibile per questi colori ed è decisamente un fattore in più per la squadra. Certo, c’è da considerare la pressione della stampa, che parla 24 ore su 24 della Roma”.

Pochi giorni fa, parlando dei Friedkin, Gasperini ha detto che sta cercando di convincerli ad essere più presenti qui a Roma, perchè sarebbe un bene per tutti. In base alle tue esperienze personali, perché è importante avere un presidente vicino all’ambiente e che sia disposto al dialogo?
“È importante perché si possono risolvere tante problematiche senza intermediari, però ormai il calcio è cambiato, tutte le proprietà sono straniere, non vivono il calcio quotidianamente come facevano i Moratti, i Sensi, i Viola… Le squadre oggi vengono affidate a manager dai fondi proprietari. Io credo che, se Gasperini riuscisse a far venire più spesso la proprietà, farebbe bene. Comunque, intanto, c’è l’amministratore delegato, che è lo stesso dell’era Pallotta, è tifoso della Roma sin da piccolo, e credo che possa benissimo rimediare all’assenza della proprietà”.

Domenica alle 12:30 scontro al vertice tra Como e Roma, che lo scorso anno hanno avuto le migliori difese della Serie A. Secondo te, in questa stagione, la Roma si è ulteriormente rinforzata in difesa?
“Non so se si sia rinforzata o meno. Sicuramente l’approccio di Gasperini è quello di una difesa molto aggressiva e attenta. Ci sono ottimi giocatori dietro, ma non manca l’apporto degli altri compagni a centrocampo. Il Como esprime un calcio molto bello in attacco e rischia un tantino di più, però in linea di massima sono entrambe grandi squadre che negli ultimi tempi hanno appassionato la gente con il loro gioco. Entrambe fanno sempre sold-out allo stadio, anche se il Como è facilitato da uno stadio meno capiente. Conosco amici che non riescono ad acquistare i biglietti a Como, per dire che in molti, tifosi e e non della squadra, desiderano vedere il loro gioco”.

Alla Roma mancherà Bryan Cristante, giocatore spesso criticato dai tifosi, eppure è sempre stato titolare inamovibile di molti tecnici. Qual è la sua importanza nella Roma?
“L’importanza la dimostra proprio il fatto che tutti gli allenatori lo fanno giocare. Difficilmente un tecnico mette in campo un giocatore che non gli rende. Non farà prestazioni impressionanti, però fa filtrare il gioco, ogni tanto segna, è abbastanza completo. Anche per questo a Roma i tifosi devono crescere, perché non si può etichettare un calciatore così facilmente. Vedi Hermoso, che tutti davano per partente e invece, ora, è uno dei punti di forza della difesa di Gasperini. Occorre maggiore serenità di giudizio”.

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