Carmine Gautieri ai microfoni di Centro Suono Sport 101.5 durante la trasmissione Bar Forza Lupi, condotta da Massimo D’Adamo. L’ex Roma ha ricordato Igor Protti ed ha anche speso qualche parola sui Mondiali.
Hai partecipato, a Bari, all’ultimo saluto a Igor Protti.
“Igor è stato un compagno incredibile, sotto tutti gli aspetti. Abbiamo perso un amico, un amico vero, e andare a salutarlo è stato il minimo che potevamo fare. C’erano tutti gli ex del Bari del ’93-’94. Igor meritava e merita grande rispetto, grande amore e di essere ricordato nel migliore dei modi, perché abbiamo perso un amico, un campione vero, una persona straordinaria. Ci mancherà tantissimo.”
Deve essere stato terribile avere la consapevolezza di avere pochi giorni a disposizione.
“È doloroso, anche per come ci si è arrivati. Lui era consapevole e negli ultimi tempi ha salutato tutti gli amici, compresi i tifosi della Roma. Guarda, ho un vocale di Igor di un giorno prima del matrimonio della figlia, quindi recente, di circa venti giorni fa, dove era comunque positivo. Non si buttava mai giù. Sapeva come sarebbe andata a finire, però vi posso dire che nell’ultimo messaggio vocale che mi ha mandato, e che conserverò nel cuore, mi diceva: ‘Carminuccio, ti voglio bene’. Era di una positività impressionante, pur sapendo che i giorni erano pochi. Ha sempre cercato di non far pesare la situazione, con una dignità incredibile. Come era da calciatore, così è stato nella vita e anche nell’ultimo periodo. Ecco perché abbiamo perso un amico vero, un giocatore straordinario, ma soprattutto un uomo di grandi valori. Nel calcio di oggi persone così se ne vedono poche. Ci mancherà tantissimo.”
Lo stai seguendo il Mondiale? In particolare, l’Olanda, dove Malen sta faticando perché Koeman lo utilizza da esterno destro, mentre Gasperini alla Roma lo ha valorizzato come prima punta. Cosa pensi di questa situazione?
“Penso che a volte gli allenatori vogliano fare gli scienziati. Abbiamo visto come Gasperini lo abbia valorizzato al massimo: il suo ruolo è quello. È normale che il ragazzo faccia fatica se non viene messo nelle condizioni di esprimersi al meglio in nazionale. Secondo me il suo ruolo è quello di prima punta. È un giocatore che attacca bene la profondità per vie centrali, mentre da esterno fa fatica. Io, da esterno, facilitavo il lavoro della prima punta. Lui, invece, ha bisogno di spazio e campo davanti. Per quanto riguarda il Mondiale, stiamo vedendo grandi campioni come Mbappé, Ronaldo e Messi, ma anche qualche sorpresa. La Germania sta venendo fuori bene e io penso che vedremo un grande Marocco. Secondo me sarà una delle sorprese del torneo. Non ci siamo noi e questo dispiace. Secondo me dipende dal sistema italiano, che non fa nulla per migliorarsi.”
Più va avanti il Mondiale, più cresce il rimpianto? L’Italia non avrebbe sfigurato.
“Tantissimo. Più va avanti e più penso a che occasione abbiamo perso. Noi al Mondiale non andiamo da dodici anni: significa che qualcosa non va. Il rimpianto c’è, perché vedere l’Italia fuori dai Mondiali fa davvero male. Quello che manca oggi in Italia è la meritocrazia. Quando tornerà la meritocrazia e si darà valore alle qualità delle persone, allora potremo fare quel salto di qualità che oggi ci manca. Servono meno raccomandazioni e più lavoro sui giovani. Solo così torneremo a ottenere risultati importanti. Oggi il 75% dei giocatori sono stranieri: significa che il prodotto italiano non viene più valorizzato.”
Palestra sembrava destinato all’Inter, poi è intervenuto il Chelsea e il ragazzo ha accettato subito. È solo una questione economica o l’Italia sta diventando meno attrattiva?
“Penso che il ragazzo abbia fatto una scelta che ritiene giusta. Evidentemente tutto è successo molto in fretta e, con il procuratore, ha capito che il suo futuro fosse migliore al Chelsea. Se guardiamo quello che succede negli ultimi anni, dove non si fa nulla per migliorare il sistema, è normale che le difficoltà aumentino. Se un giocatore italiano importante sceglie di andare all’estero, significa che dobbiamo farci delle domande. Lo ripeto: manca la meritocrazia. Lavorano sempre gli stessi, non si va alla ricerca della qualità e non si fa nulla per trovarla. Ecco perché i risultati non arrivano.”
Sta prendendo corpo anche la cessione di Soulé, che potrebbe andare in Arabia Saudita. Fa effetto pensare che fosse stato acquistato dalla Roma per essere il futuro di Dybala. Come ti spieghi questa situazione?
“Si parla della possibilità che la Roma faccia cassa e penso che questo sia il motivo principale. Evidentemente la società preferisce vendere chi può garantire un incasso importante e Soulé è uno di questi. L’importante è tenere Dybala, che è un giocatore straordinario. Con Gasperini può ritrovare continuità. Sono d’accordo con un’eventuale cessione di Soulé se servirà davvero a migliorare la squadra, perché conosciamo le esigenze di Gasperini. E sono altrettanto d’accordo con il rinnovo del contratto di Dybala.”



