Attilio Gregori, ex portiere della Roma, ai microfoni di Centro Suono Sport 101.5 durante la trasmissione Bar Forza Lupi, condotta da Massimo D’Adamo.
La Coppa Italia oggi ha un valore diverso rispetto al passato?
“In Italia è sempre stata un po’ snobbata, ma negli ultimi anni è diventata molto più importante. Le squadre italiane vincono meno in Europa e per molti club la Coppa Italia rappresenta un obiettivo concreto. Oggi tanti tifosi metterebbero la firma per vincerla”.
Con Gasperini la Roma ha alzato il livello delle proprie ambizioni?
“Sì, perché parliamo di un allenatore che negli ultimi anni ha sempre raggiunto gli obiettivi con l’Atalanta. A livello di panchina il salto è evidente, ma per competere davvero servono anche i giocatori giusti”.
Quanto manca ancora alla Roma per essere competitiva ai massimi livelli?
“Fuori dall’Italia il gap è ancora importante, certe squadre europee, al momento, sono inarrivabili. Gasperini porta idee, mentalità e un approccio moderno, ma da solo non basta. Servono interpreti di alto livello per avvicinarsi alle grandi d’Europa”.
L’Atalanta di Gasperini aveva qualcosa in più rispetto all’attuale Roma?
“Assolutamente sì. Oltre all’allenatore c’erano giocatori come Ilicic, Lookman, Ederson, Zapata, Retegui e il Papu Gomez. La proposta era vincente, ma era supportata da interpreti di grande qualità”.
Bastano tre acquisti importanti per colmare il divario?
“Non necessariamente. Servono anche alternative all’altezza dei titolari. Tra infortuni, squalifiche e impegni ravvicinati, una squadra competitiva deve avere profondità di rosa”.
La Champions League può rappresentare una difficoltà aggiuntiva?
“Sicuramente. La Champions toglie tantissime energie, sia fisiche sia mentali. Non puoi affrontare campionato, coppe e Champions con appena 13-14 giocatori affidabili”.
La Roma ha già una base da cui ripartire?
“Svilar è un grande portiere e ci sono alcuni giocatori di livello. Ma se vengono a mancare quei pochi elementi chiave, la squadra rischia di non avere sostituti adeguati”.
La qualificazione in Champions dello scorso anno cambia la valutazione della rosa?
“Non troppo. La Roma è entrata nelle prime quattro anche perché alcune concorrenti, soprattutto Juventus e Milan, hanno avuto enormi difficoltà. Il valore della rosa, secondo me, resta da quinto-sesto posto”.
Quanto è distante la Roma dall’Inter?
“Meno di quanto lo sia dalle grandi d’Europa. Con 3-4 acquisti importanti e mirati, la Roma può anche pensare di competere per lo Scudetto”.
Cosa può portare Gasperini alla Roma?
“Un calcio intenso, aggressivo e divertente. L’Atalanta non faceva solo risultati, ma li otteneva attraverso un gioco riconoscibile. Se la società gli metterà a disposizione i giocatori giusti, può succedere anche a Roma”.
Ti vedremo ancora in panchina il prossimo anno?
“Sì, resterò alla Tivoli. Mi trovo molto bene, è una società organizzata e vicina al professionismo. Finché mi divertirò continuerò ad allenare. Quando non sarà più così, tornerò a godermi il calcio da spettatore”.



