Loris Boni: “Ho consigliato alla Roma un giovane difensore della Nazionale Norvegese”

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Loris Boni, ex calciatore della Roma ed esperto di calcio norvegese, è intervenuto ai microfoni di Centro Suono Sport 101.5 durante la trasmissione “Bar Forza Lupi”, condotta da Massimo D’Adamo.

Ecco le sue parole.

Seguirai il Mondiale e per quale nazionale farai il tifo, atteso che non c’è l’Italia?

“La mia simpatia è totalmente dirottata verso la Norvegia. È la squadra che ci ha castigato nelle qualificazioni, ma proprio per questo va guardata con attenzione. Potrebbe essere la rivelazione del torneo e ha le possibilità per fare un grande Mondiale.”

La Norvegia può davvero essere una sorpresa?

“Penso di sì. Ha eliminato l’Italia, ha giocatori importanti nei principali campionati europei e una squadra molto equilibrata. Non è tra le favorite, ma può fare molta strada. Non ha pressioni e questo può essere un vantaggio.”

Oltre a Haaland e Odegaard, quali sono i giocatori da seguire?

“Ci sono anche Nusa e Sorloth. Sono giocatori molto forti e alcuni sono stati accostati anche a club italiani. È il segnale della crescita del calcio norvegese.”

Il girone con Francia, Senegal e Iraq è complicato?

“Sulla carta Francia e Norvegia sono favorite per il passaggio del turno, ma il Senegal è una squadra da non sottovalutare. Ha tanti giocatori che militano in Francia ed è sempre molto competitiva.”

L’Italia deve ripartire dai giovani?

“C’è molto da lavorare. Bisogna ripartire quasi da zero e creare un gruppo che possa andare avanti per cinque o sei anni. Le amichevoli contro Lussemburgo e Grecia sono state un primo passo, ma i giovani andranno valutati contro avversari di livello superiore.”

Hai condiviso le polemiche sulla scelta di lasciare a casa molti giocatori della Nazionale maggiore?

“Io non capisco questo atteggiamento di disarmo totale. Secondo me, non essendo impegnati al Mondiale, avremmo dovuto onorare questi impegni con il gruppo principale, magari inserendo qualche giovane. Sarebbe stato il modo giusto per metterci la faccia dopo la mancata qualificazione.”

Nusa potrebbe essere un profilo adatto alla Roma di Gasperini?

“Ha caratteristiche incredibili. Lo paragonerei a Olise per velocità e tecnica. Sarebbe un acquisto importante e un segnale di grande ambizione.”

C’è qualche giovane norvegese che consiglieresti alla Roma?

“Sì, un difensore che conosco molto bene e che ho allenato per cinque anni. Ne ho già parlato alla Roma diversi mesi fa. È stato convocato in Nazionale e secondo me meriterebbe il calcio italiano.”

Per caso si tratta di Falchener? 

“Si, è lui. È un giocatore forte, un difensore bravissimo ed un ragazzo serio. Un metro e novantaquattro centimetri di altezza ed è pure veloce. Ha fatto 5 gol nel campionato norvegese, e non è facile. Potrebbe essere un alter ego di Mancini. Io non sono un agente. Vedo e faccio qualche nome in modo disinteressato. L’ho detto solo alla Roma. Lui è venuto a Roma una settimana a 14 anni. Ha fatto una settimana di allenamenti, l’ho portato io 9 anni fa. La Roma lo ha già visto. Era un premio per quello che stava facendo in Norvegia e Bruno Conti l’ha fatto venire”.

Che giudizio dai alla nuova Roma di Gasperini?

“Se arrivano due giocatori forti, la Roma può competere con le grandi squadre. Con gli innesti giusti può lottare ai vertici. L’importante è mantenere competitività anche in caso di qualche cessione.”

Un’ultima considerazione sul mercato italiano?

“Spesso all’estero credono e valorizzano i giovani prima di noi. In Italia, invece, si punta troppo sui grandi nomi e molte volte si resta delusi. Bisognerebbe avere più coraggio nel puntare sui talenti emergenti.”

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