Di Virgilio (Medico specialista in ortopedia e traumatologia): “Una lesione al bicipite femorale di medio grado richiede almeno un mese per il recupero. Per chi ha una storia clinica con più infortuni sarebbe opportuno allungare di qualche giorno i tempi”.

0
912

Il Dottor Roberto Di Virgilio, Medico Chirurgo e Specialista in Ortopedia e Traumatologia, è intervenuto alla trasmissione “Bar Forza Lupi”, su Centro Suono Sport 101.5, condotta da Massimo D’Adamo.

Lesione di medio grado al bicipite femorale della coscia sinistra per Dybala: cosa significa?

“Si tratta di un problema sportivo molto diffuso tra i calciatori. Non bisogna fare, però, di tutta l’erba un fascio. Ad esempio, occorre far distinzione tra i due casi analoghi di Dybala e De Bruyne, perché, dal tipo di lesione e da altri fattori, si valutano i tempi di recupero. Chiariamo, innanzitutto, che non è stato il rigore a causare la lesione, ma il muscolo che era in tensione ed ha avuto una distrazione. Per quanto riguarda la cura, per Dybala si è scelto un trattamento conservativo e per De Bruyne un trattamento chirurgico. Nel 90% dei casi si sceglie il trattamento conservativo e, per quanto riguarda le tempistiche, si va da circa 2/3settimane per il primo grado ad 1 mese/ 1 mese e mezzo per il secondo e fino a 6 mesi per il terzo grado”.

Quindi, per quanto concerne Dybala, chi dice che si riprenderà in 3 settimane sbaglia?

“Noi medici ci basiamo sule statistiche e l’esperienza personale. Con lesioni di secondo grado, di solito, si può rientrare in campo in un mese. Tra l’altro, rispetto alla maggioranza dei calciatori, quelli della Serie A possono contare su staff di professionisti capaci di ridurre i tempi di recupero. D’altro canto, non bisogna dimenticare l’età di Dybala e la sua storia medica, con numerosi infortuni. Ogni vecchia lesione lascia il segno e può prolungare i tempi di ripresa. Tutto questo per dire che una previsione esatta è impossibile. In ogni caso, la cautela è sempre importante e non bisogna forzare un rientro troppo prematuro, come è capitato, ad esempio, a Francesco Totti. Purtroppo, i giocatori vengono spesso spinti fino allo stremo. Ripeto, considerando i tanti infortuni della carriera di Dybala, bisognerebbe essere più guardinghi con lui e allungare sempre i tempi di recupero di qualche giorno rispetto alla norma”.

Come andrebbe gestito, allora, un giocatore cosi?

“Io non voglio certo sostituirmi all’allenatore, mi guardo bene dal farlo, ma fargli giocare 5 partite di fila, dopo un lungo riposo, è una cosa che avrei evitato, sempre parlando come medico”.

A cosa è dovuta la tensione del muscolo che causa l’infortunio?

“Il bicipite femorale serve alla flessione del ginocchio, all’estensione dell’anca ed alla rotazione esterna della gamba, tutti meccanismi che avvengono durante la partita e che possono avere carattere traumatico. Ricordo, inoltre, che, qualche tempo fa, un giocatore dai 30 anni in su era considerato “vecchio”, agonisticamente parlando. Ora l’età media dei calciatori si è alzata, ma i muscoli di un ultratrentenne non sono come quelli di un ventenne. Si è detto che l’attesa prima di calciare il rigore può aver causato un raffreddamento dei muscoli. Ora, è vero che ci sono stati i due infortuni ravvicinati di De Bruyne e di Dybala, ma, di solito, le lesioni al bicipite femorale si verificano durante le azioni di gioco, non sui rigori. Il raffreddamento è una possibile concausa, ma non è certo la causa primaria. E poi, se così fosse, perché i preparatori atletici non hanno mai consigliato ai giocatori di continuare a scaldarsi prima di calciare?”.

Assistiamo spesso a partite che terminano ai rigori, eppure non vediamo mai i rigoristi scaldarsi, nemmeno gli ultimi della lista.

“Esatto. E quanti infortuni al bicipite femorale abbiamo visto? A memoria, negli anni, non ne ricordo”.

Lei ha la percezione che in questi ultimi tempi Dybala sia un po’ trattenuto quando calcia?

“Si, ma bisogna capire che tutti i reduci da un grosso infortunio o da una serie di infortuni hanno un trauma, È un comportamento perfettamente umano. Aggiungo che, spesso, è proprio la paura di farsi male che porta gli atleti a compiere movimenti incongrui e ad infortunarsi”.

I giocatori come Dybala non potrebbero praticare una cura per rinforzare le fibre e prevenire nuovi infortuni?

“I muscoli sono uguali per tutti e, in effetti, c’è chi pratica una rieducazione motoria per cercare di prevenire nuovi infortuni. Non esiste, però, una procedura specifica per chi ha la tendenza ad infortunarsi spesso”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.