Emidio Oddi, ex calciatore della Roma, è intervenuto alla trasmissione “Bar Forza Lupi”, su Centro Suono Sport 101.5 Fm, condotta da Massimo D’Adamo.
Hai vissuto l’unico precedente della Roma con una squadra scozzese, il Dundee. Che ricordi hai?
“Quando giocammo in Scozia, fu veramente dura. Faceva molto freddo, nonostante fosse primavera. Sul campo, non c’erano recinzioni per il pubblico: ricordo che alcuni nostri tifosi scavalcarono per abbracciarci e furono portati via, chiusi in una stanza, senza possibilità di vedere la partita. I nostri avversari, poi, sembravano indemoniati. Insomma, non eravamo abituati a quel tipo di ambiente e, infatti, perdemmo 2-0. Al ritorno, però, fu tutta un’altra storia. Giocammo alle 14.30, faceva caldo, loro, probabilmente, non se l’aspettavano, noi eravamo determinati a ribaltare il risultato e ci riuscimmo. Fini 3-0 per noi e conquistammo la finale”:
All’andata sottovalutaste l’impegno?
“Il rischio di sottovalutare avversari che non conosci bene esiste sempre e gli scozzesi si rivelarono difficili da affrontare, soprattutto in trasferta”.
Che rischi corre la Roma a Glasgow?
“I Rangers non stanno andando bene, ma sono forti fisicamente, hanno il loro pubblico che li spinge e sono abituati a giocare a temperature molto fredde, come immagino che siano da quelle parti a novembre inoltrato. Bisognerà non farsi sorprendere”.
Anche perché stavolta, con gli scozzesi, non c’è partita di ritorno.
“A maggior ragione, loro cercheranno di far valere il fattore campo, per sopperire alla inferiorità tecnica. C’è una differenza di qualità fra le due squadre, per cui il pericolo che la Roma sottovaluti l’impegno è reale”.



