Luigi Garzya è intervenuto ai microfoni di “Bar Forza Lupi” in onda su Centro Suono Sport 101.5 e condotta da Massimo D’Adamo. l’ex calciatore della Roma ha detto la sua sullo scontro Gasperini-Ranieri. Ecco le sue parole.
Qual è la tua opinione sull’uscita di Gasperini e sulla gestione del momento?
Secondo me hanno sbagliato la tempistica. In una fase cruciale del campionato, dove si sta cercando di raggiungere un obiettivo che manca ormai da anni, queste uscite bisognava evitarle e aspettarle. Mancano 6 partite, un mese e mezzo alla fine del campionato: non vedo perché buttare benzina sul fuoco. In questo momento l’unico obiettivo deve essere la Champions con la Roma. Così facendo sembra che l’obiettivo passi in secondo piano. Invece no, perché poi Gasperini va via, Ranieri va via e rimane la Roma. Hanno proprio sbagliato i tempi.
Stai dicendo quindi che hanno sbagliato sia Gasperini che Ranieri?
Secondo me sì, hanno sbagliato entrambi. Questi argomenti andavano proprio evitati in questo momento. Evidentemente è una cosa che covava da tempo, non è esplosa all’improvviso. È una situazione vecchia, non recente. I problemi si risolvono dialogando, non tramite dichiarazioni pubbliche. Due persone intelligenti e navigate come Gasperini e Ranieri avrebbero dovuto parlarsi e risolvere tutto internamente. Evidentemente non è stato fatto e questa è la conseguenza.
Secondo te la società ha responsabilità in questa situazione?
Sì, do la colpa anche alla società. Se la proprietà era a conoscenza di tensioni, avrebbe dovuto intervenire, farli incontrare e mediare. Se poi le parti sono inconciliabili, allora si prende una decisione. Ma non si può lasciare che esploda tutto pubblicamente.
C’è un problema di presenza della proprietà nella Roma?
Secondo me sì. Il problema è che la proprietà non è presente come lo era ai miei tempi. C’era il direttore generale, parlavi tu stesso con il presidente. Oggi sembra più distante, irraggiungibile. Anche delegando, non è la stessa cosa. È una situazione grave. Se ci fosse una proprietà presente, certe situazioni si risolverebbero subito.
Ranieri è stato troppo duro nelle sue dichiarazioni, ma dall’altra parte, è giusto che un allenatore critichi così tanti giocatori della rosa?
Quando un allenatore in conferenza stampa dice certe cose su molti giocatori, inevitabilmente crea problemi nello spogliatoio. Se tu sei uno di quei 28 giocatori, ti senti colpito. Per questo queste cose vanno dette a fine stagione e non durante. Mourinho ad esempio con Karsdorp. Non puoi parlare male pubblicamente di un giocatore perché poi perdi la compattezza dello spogliatoio. Sono cose che creano solo problemi interni. Alla fine i problemi se li crea da sola la Roma. Se non dovesse andare in Champions, inizieranno le accuse reciproche e si riparte sempre da capo. I tifosi si stancano e gli obiettivi non si raggiungono mai.
Ranieri si comporta più da allenatore o da dirigente secondo te?
Ranieri è ancora un allenatore dentro, lo dimentichiamo ma fino a poco tempo fa era in panchina. Quando sei stato allenatore, poi fai fatica a diventare dirigente o consigliere senza influenzare le scelte tecniche. Poi ha fatto benissimo fino a qualche mese prima. Gasperini forse ha sofferto un po’ anche questo.
Era lecito aspettarsi di più da Gasperini con questa rosa?
Dipende. Con la rosa al completo se la poteva giocare per la Champions. Ma ha avuto difficoltà oggettive, soprattutto per gli infortuni e la mancanza di attaccanti. Non è una rosa come quella dell’Inter, quindi non è semplice giudicare. Però è vero che in certe partite, come contro il Bologna, sono arrivate sconfitte pesanti e anche errori evidenti.



