Gene Gnocchi: “La Roma è un meccanismo perfetto, per me è al livello dell’Inter. Solo Mora sta facendo un po’ fatica ad inserirsi”

0
146

Gene Gnocchi è intervenuto ai microfoni di Radio Bruno, nella trasmissione “Bar Forza Lupi”, condotta da Massimo D’Adamo, per parlare dell’inizio di stagione della Roma di Gian Piero Gasperini, del mercato giallorosso e del confronto con l’Inter e le altre squadre di vertice. L’opinionista ha analizzato anche il rendimento dei nuovi acquisti, la coppia Dybala-Malen e e prospettive della Nazionale.

Quali sono le tue impressioni su questo inizio della Roma di Gasperini?

“Beh, insomma, tutto positivo. Non sbaglia una mossa. Poi, sai, domani è la controprova. Fino ad ora, devo dire che è un ingranaggio che funziona perfettamente.”

Gasperini proprio ieri ha detto, a precisa domanda sui difetti della squadra: ‘Io grandi difetti nella mia squadra non ne vedo’. Tu ne vedi?

“Ma allora, guarda, una cosa che devo ancora capire è quanto possa incidere Mora, perché a me piace molto, è uno che veramente ti dà tanto, però, quando lo mette, fa sempre un po’ di fatica. Secondo me, è il classico trequartista. Dato che la Roma ha tutti mancini, sostanzialmente Soulè  e Dybala, avere un trequartista così che ti può inventare la giocata sarebbe importante. Però devo dire che finora, rispetto a quello che mi aspettavo, mi ha un po’ deluso. Forse è l’unica pecca che vedo in questo meccanismo perfetto.”

Quindi tutto il resto ti convince? Anche i nuovi? Anche i giovani, come Pisilli e Lulli? E Balerdi?

“Balerdi ha fatto un esordio incredibile. Molina all’inizio così così, ma poi si è ripreso ampiamente. Molina comunque è un giocatore navigato, non stiamo parlando di uno di primo pelo. Anche i giovani, Pisilli e Lulli, sono di livello: c’è gamba e anche iniziativa.”

Eppure, dall’inizio del mercato, non si è fatto altro che parlare dell’esterno di sinistra che non è arrivato. Forse è un piccolo difetto di questa squadra?

“No, io non sono d’accordo. Può giocare tranquillamente Mora, che quando si accentra poi ha il tiro a giro. Io non vedo questi difetti.”

Un tema che stiamo affrontando in questi giorni, affrontato anche in conferenza stampa con Gasperini, è la distanza rispetto all’Inter. 

“Questo lo vediamo intanto domani, abbiamo subito un assaggio. Però secondo me Gasperini fa bene a coprirsi un po’, perché comunque la Roma è giusto che navighi un po’ sotto traccia. Per me l’Inter non è così dirompente come la fanno passare. È una ottima  squadra sicuramente, perché anche i cambi li ha di un certo livello, ma a me il gioco dell’Inter non fa impazzire. L’abbiamo detto anche l’anno scorso, quando vinceva a mani basse. L’Inter secondo me comincia a essere a fine corsa. Chivu è quasi obbligato a far giocare Zielinski, perché comunque Stankovic non lo rischia. Zielinski è forse l’unico che può dare qualcosa.. Però secondo me, a livello di undici e, forse, anche di più, Inter e Roma sono squadre sullo stesso piano.”

Quindi la Roma si è avvicinata e forse ha anche raggiunto l’Inter, secondo te?

“Sì, secondo me sì. Per tanti aspetti, anche per lo spirito di squadra. C’è uno spirito di squadra che io a Roma non ho mai visto così. C’è un rapporto di sintonia tra i giocatori e l’allenatore che è fantastico.”

Possiamo dire che in questo momento la Roma ha il portiere più forte d’Italia e anche la prima punta più forte d’Italia? Svilar e Malen?

“Svilar sì, è un ottimo portiere, ma forse non è il primo d’Italia. Mentre su Malen sono assolutamente d’accordo. A patto che abbia dietro Dybala, perché quella lì è una coppia clamorosa. Dybala ha la testa: sa già dove deve andare. Io lo so perché ho fatto quel ruolo…sto facendo un paragone, ma io avevo un giocatore che si chiamava Berselli a Fiorenzuola. Io alzavo la testa, lui era già nello spazio e poi ci vuole il piede per metterla giusta. Però il ragazzo avrà fatto 25 gol.”

Quindi Berselli era Berselli grazie a Gene Gnocchi, così come Malen è tale grazie a Dybala?

“Grazie a Dybala, esattamente. È un’equazione. Fra i due c’è un’intesa incredibile.”

Parliamo di Soulé. La sensazione, osservandolo, è di una potenzialità che non riesce mai del tutto a esprimersi in campo. Secondo te, Gene?

“Sono d’accordissimo. Gli manca poco per essere un giocatore top, ma quel poco ancora non arriva. Anche se è utile, perché ti risolve le partite, va sempre dentro con voglia anche quando viene utilizzato. Però sono d’accordo con te.”

Allargando un po’ il discorso anche alle altre, molti vedono anche il Como come squadra che può disturbare un po’ l’Inter e può dire la sua in questo campionato. Cosa ne pensi?

“In questo momento, il Como tutta la vita, perché veramente, per chi ha giocato a calcio e per chi ama questo sport, vederlo è una goduria. Perché se tu vai a prendere i giocatori uno per uno, non sono dei fenomeni, però hanno tutti un palleggio e una visione del gioco clamorosa. Se dovessi vedere una partita, la prima squadra che vedo è il Como, e poi Dybala e Malen. E secondo me il resto sono ancora un po’ indietro. Perché il Napoli anche col Bologna ha fatto molta fatica. La Juve, vabbè, non ne parliamo, perché comunque ce lo siamo detti mille volte,il problema Spalletti vedrai che pian piano verrà fuori, perché secondo me sta tornando quello che era alla Nazionale, con le spiegazioni molto macchinose, minuziose. E il Milan abbiamo visto, adesso non è assolutamente una squadra da scudetto.”

Sul tema Nazionale?

“Adesso c’è il problema con Malagò. Vediamo cosa succede. Non vorrei che ci ritrovassimo a dover andare a casa di Guardiola. Secondo me, però, Mancini ha detto una cosa giusta. Di giovani  capaci ce ne sono. Il Cagliari ha questo Romano, che io sto guardando attentamente ed è veramente bravo. Io non lo conoscevo così. È uno che ha tutto per essere un grande centrocampista. Ci sono tanti giovani al Como, ne abbiamo già parlato. Vedrai che Fabregas li utilizzerà. Farà un po’ come con Baturina: all’inizio poco, poi sempre di più.. Senza contare che abbiamo anche delle certezze: Calafiori è uno da cui non puoi prescindere. Lo stesso Bastoni. Per me la Nazionale non è così scarsa. Forse a livello di punte qualcosa difettiamo. Però io sono abbastanza fiducioso. Perché poi Mancini è uno che i giovani li fa vedere e li fa giocare.”

Facciamo un passo indietro: Sassuolo-Juventus, il tuo Sassuolo, la tua ex squadra, che ne fa tre alla Juve.

“Aquilani è un allenatore fatto. A Catanzaro l’anno scorso ha fatto benissimo. Il Sassuolo ha un giocatore che per me è l’essenza del calcio, che è Matic. Vedere giocare Matic a 38 anni… Capisci cosa vuol dire essere nato per giocare a pallone. È proprio la saggezza infusa nel calcio. Non fa mai una scelta sbagliata a livello di passaggio. Mai un passaggio sbagliato. C’è sempre un’idea. È pazzesco.”

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.