Massimiliano Umberti, presidente del IV Municipio di Roma, è intervenuto ai microfoni di Radio Bruno, nella trasmissione “Bar Forza Lupi”, condotta da Massimo D’Adamo, per fare il punto sul progetto del nuovo Stadio della Roma a Pietralata. Il presidente ha parlato dell’iter amministrativo, dei prossimi passaggi verso la posa della prima pietra, della viabilità, dei parcheggi, dei collegamenti con il trasporto pubblico e delle opere che accompagneranno la realizzazione dell’impianto.
Presidente Umberti, ci siamo, per lo Stadio di Pietralata siamo in dirittura d’arrivo, lo possiamo dire?
“Ci siamo, ci siamo. Ormai il 28 ci sarà la conclusione della conferenza decisoria con un parere positivo e, a marzo-aprile, finalmente, la prima pietra”.
A marzo-aprile la prima pietra… Quindi lo diamo per certo?
“Io l’ho sempre pensato, l’ho sempre detto che alla fine ce l’avremmo fatta. Per me è normale. Siamo ormai di fronte a qualcosa che cambia non solo il destino della Roma come società sportiva, ma cambia anche il destino del mio territorio e della nostra Città. Quindi, in qualche modo, ho sempre sperato che si arrivasse a buon fine, ma sono sempre stato ottimista su questo”.
Per quanto riguarda la viabilità, sono stati superati dubbi e criticità? Anche il Presidente della Regione, che ne aveva avanzato qualcuno, ha fatto un passo indietro.
“Diciamo che si stanno facendo tante cose sulla viabilità. Non è che all’ultimo si è sbloccato tutto in questi giorni. Anche questo lo potete vedere sulle mie pagine, Facebook e Instagram, dove comunico quello che faccio.
Hanno sbloccato un importante collegamento viario, ad esempio, tra Casal Bruciato e Casal Bertone con l’uscita dell’A24. Stiamo facendo tante cose sulla viabilità e sono abbastanza fiducioso anche su questo. Sta andando tutto per il verso giusto, non vedo grandissimi problemi”.
Quelle che sembravano essere criticità di carattere archeologico possiamo dire che rischiano di diventare qualcosa in più, un valore aggiunto anche dello stadio? Una villa romana e una cisterna andranno a integrare il progetto dello stadio.
“Sì, chiaramente con le dovute proporzioni possiamo dire che, come abbiamo fatto con la stazione Colosseo, sarà lo stesso fatto con lo stadio. Quindi questi grandi ritrovamenti archeologici saranno inglobati nello stadio. Una cosa bellissima”.
Dopo la conferenza dei servizi del 28, si darà il via alle gare d’appalto?
“Sì. Considerate che bisogna concludere ancora degli scavi: la Roma deve terminare degli scavi che non ha fatto. Però poi procederanno gli adempimenti amministrativi per mettersi in moto per marzo-aprile”.
A proposito della viabilità, penso che tutti i cittadini, non solo quelli di Pietralata e delle zone limitrofe, avranno dei vantaggi da quello che verrà realizzato.
“I vantaggi, a parer mio, sono enormi. Noi stiamo lavorando molto, non da oggi, già da diversi anni. Ad esempio sulla mobilità: noi avremo la tramvia Ponte Mammolo-Subaugusta, ci sarà la tramvia Verano-Stazione Tiburtina, che poi verrà ampliata fino a Ponte Mammolo anch’essa. Stiamo costruendo tutto un sistema di ciclabili che girerà anche intorno allo stadio, quindi sarà possibile arrivare con la bici allo stadio. Stiamo realizzando nuove vie, sblocchiamo dei tratti di strada che tenevano un po’ incastrato il territorio. E non dimentichiamoci che migliorerà, con il segnalamento, anche la frequenza dei treni sulla linea B. I cittadini di Pietralata avranno tanti vantaggi. Ci sarà un po’ più di caos, senza dubbio, ma prima si parlava di Pietralata, del IV Municipio, come di una periferia dimenticata. Oggi invece sarà, se non la più importante, una delle più importanti centralità di Roma”.
Pietralata diventerà il cuore pulsante della Roma, dei romanisti, un po’ come è ed è stato sempre Testaccio?
“Credo proprio di sì, perché qui ci verrà a giocare la squadra. Però mi piace ricordare che non è uno stadio solo per le partite: è uno stadio sette giorni su sette, dove i cittadini potranno andare anche se non gioca la Roma. È uno stadio veramente per la collettività, è uno stadio per fare socialità, è uno stadio per andare a vedere eventi che non siano soltanto quelli calcistici”.
A proposito dei tempi per quanto riguarda lo stadio: la prima pietra, come diceva c’è lei, verrà posata tra marzo e aprile del 2027. C’è già un’idea di quelli che saranno i tempi per la realizzazione?
“Si parla di due anni e mezzo o tre. Questi sono più o meno i tempi, però questo poi dovremmo chiederlo a chi lo realizzerà con più precisione. Più o meno i tempi dovrebbero essere quelli”.
Quindi ci giocherà chiaramente prima la Roma e poi l’altro obiettivo è quello degli Europei del 2032?
“È stato fatto tutto perché ci si possano giocare gli Europei del 2032. C’è stata un’accelerata appositamente su questo, perché nel momento in cui verrà conclusa la conferenza dei servizi entro settembre, e questa è una deadline importante, e cominceranno i lavori a marzo-aprile, un’altra deadline è rappresentata proprio dagli Europei 2032”.
Lo Stadio della Roma è pensato per essere raggiunto dai tifosi soprattutto con i mezzi pubblici, la metropolitana, gli autobus, i treni; ma, a quel punto, bisognerà essere più elastici per quanto riguarda gli orari degli stessi.
“Certo, questo è fondamentale, senza dubbio. Si dovrà garantire questa cosa con elasticità. È chiaro che tutto funziona se tutti fanno la loro parte. Non si può chiudere una metropolitana alle otto o alle dieci di sera: c’è bisogno che magari, in caso di partita serale, si prolunghi la possibilità di utilizzo, aumentando ovviamente la tempistica di chiusura”.
Quanti posti auto sono previsti alla fine? C’è stata una modifica?
“C’è da fare una premessa: lo Stadio Olimpico è più grande del nuovo Stadio della Roma, che avrà 60 mila posti. Rispetto al progetto iniziale siamo arrivati a un numero di posti superiore di circa 4.500-5.000 Verranno realizzate delle aree ad hoc sul quartiere di Pietralata e questo consentirà di arrivare anche con l’auto. Ma qui la partita vera è arrivarci con il mezzo pubblico”.
È questa la sfida più importante?
“Sì, c’è bisogno di un cambio di mentalità. Oggi all’Olimpico non ci vai con il mezzo pubblico perché non c’è la metropolitana, è chiaro. Nel momento in cui tu hai questa possibilità, io sfido chiunque a prendere l’auto quando hai la comodità di una metro che è a 500 metri dallo stadio. Diciamo che i romani sono stati indotti nel corso degli anni ad andare con l’auto perché i mezzi non ci sono”.
Lei ci ha sempre raccontato, nei collegamenti che abbiamo fatto già da diversi anni, che sul progetto di Pietralata c’era molto scetticismo legato alla costruzione e alla fattibilità.
“Anche chi conosce la zona sapeva benissimo che quella era la zona ideale, era stata scelta bene, con oculatezza, perché proprio da un punto di vista della viabilità c’era la stazione Tiburtina, ci sono le metropolitane e tante fermate metro intorno. Quella che sembrava essere anche qui una criticità, in realtà, era un punto di forza della zona. È stato un po’ un paradosso: una zona così altamente servita dai mezzi pubblici che era completamente abbandonata. Con la costruzione dello Stadio cambierà tutto”.
Lei ci ha sempre creduto?
“Io ci ho sempre creduto, vi dico la verità. Anzi, vi svelo una cosa che non so se sapete: io annunciai l’area di Pietralata come un’area fattibile già durante la consiliatura Raggi. C’è una mia agenzia che io lanciai allora: ero il capogruppo del Partito Democratico in Municipio e indicai quell’area, prima che ci fossero poi le elezioni, come l’area secondo me ideale di sviluppo dello Stadio della Roma per tutto quello che ne comportava. Poi fu ripreso da Calenda durante la campagna elettorale e siamo arrivati a oggi. Io devo dire la verità: ci ho sempre creduto e ci ho visto lungo. Alla fine finalmente la Roma potrà avere il suo stadio di proprietà e lo avrà in una zona, ripeto, che è stata coperta da tantissimo scetticismo e che invece è poi la zona ideale”.
In passato ci hanno provato in tanti a costruire lo Stadio della Roma: ci ha provato recentemente Pallotta, ci ha provato Franco Sensi, ci ha provato, prima di tutti, Dino Viola. Perché i Friedkin sono riusciti ad arrivare a questa fase e alla costruzione di uno stadio, a differenza di quanto è successo in passato con altri presidenti? Quali sono le differenze di questa esperienza rispetto a quelle del passato?
“Guardi, io su questo posso dire poco, perché non conosco le altre esperienze da un punto di vista amministrativo. Non so quali erano i progetti, non so quali erano le cose. Io le posso parlare di quello che conosco, perché sono il presidente del Municipio dove nascerà questo stadio. Io fin da subito ho visto serietà, ho visto capacità sia nei Friedkin, ma soprattutto nell’amministrazione. C’era la voglia e la volontà di fare una cosa grande, non per la Roma ma per Roma. Perché poi, se noi andiamo in giro per l’Europa, quando si parla di stadi di proprietà delle squadre, ce ne sono tanti in ogni città europea e Roma questo non ce l’aveva”.
Per un periodo anche abbastanza lungo, sono emerse preoccupazioni derivanti dalla vicinanza dell’ospedale. In tal senso possiamo tranquillizzare i cittadini? Sono state adottate tutte le contromisure affinché non ci sia alcun tipo di problema di viabilità da quel punto di vista?
“Io credo che debbano stare tranquilli, in base a quello che ha detto il presidente della Regione su questa cosa. Ha detto che ci saranno dei correttivi che consentiranno tranquillamente il flusso delle ambulanze e delle auto per entrare all’interno dell’ospedale. Ci saranno delle corsie dedicate. Poi, ripeto, c’è quello che le stavo raccontando prima: il sottopasso e il sovrappasso. Lì ci sarà un ponte sopra via dei Monti Tiburtini e, al tempo stesso, un sottopasso per consentire alle ambulanze di fare in maniera più rapida le manovre sia in ingresso sia in uscita dall’ospedale”.
Aree verdi ce ne saranno? Il verde verrà implementato, immagino.
“Il verde sarà tantissimo. Faremo un parco più grande di Villa Ada. Le aree verdi erano la nostra prima preoccupazione. Il fatto di avere delle grandi aree verdi che cercassero quantomeno di attenuare questo calore che ci distrugge in città era fondamentale. Ci sarà, dunque, una grandissima area verde, che sarà anche attrezzata: il che vuol dire playground, giochi per bambini e tanto altro. E aggiungo che il tutto sarà manutenuta dall’AS Roma”.



