Loris Boni: “Le simulazioni sono una mancanza di cultura e di rispetto. Servirebbe maggiore severità da parte degli arbitri”

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Loris Boni, ex Roma e Cremonese, ed esperto di calcio norvegese a Centro Suono Sport 101.5 nella trasmissione “Bar Forza Lupi”, condotta da Massimo D’Adamo.

Stasera, il Bologna giocherà con il Brann, possibile avversaria della Roma in Europa League: quali sono i suoi punti di forza?

“È sicuramente una delle migliori squadre norvegesi. Non va assolutamente sottovalutata perché, soprattutto in casa, riesce a imporre il proprio gioco con grande intensità. Di fronte, però, avrà un Bologna superiore dal punto di vista tecnico e fisico. Sarebbe un grave errore considerarla una squadra cuscinetto. Inoltre il campionato norvegese è fermo e ripartirà a breve: il Brann arriverà molto riposato, avendo concluso la preparazione, e tra una settimana riprenderà la stagione ufficiale.”

E il Bodo che ha battuto l’Inter?

“È una squadra ormai super collaudata, con un’identità di gioco chiara e senza timori reverenziali. In casa, poi, sa sfruttare al massimo il proprio ambiente, che in questo periodo è glaciale. È un campo che conoscono a memoria e dove riescono sempre a esprimersi al meglio.”

Cosa ne pensi della simulazione di Bastoni e del fatto che abbia chiesto scusa?

“Purtroppo nel calcio italiano cultura e rispetto spesso vengono meno. Siamo arrivati al punto che al minimo contatto un giocatore si lascia cadere. Servirebbe maggiore capacità da parte degli arbitri nel capire quando interrompere il gioco e quando no, e soprattutto nel punire subito certi atteggiamenti. Simulare significa ingannare l’avversario ma anche i tifosi. Parliamo di atleti di 90 chili di muscoli che si accasciano al minimo sfioramento: è un pessimo esempio. E noto che anche gli stranieri, una volta arrivati in Italia, finiscono per adeguarsi. In Paesi come Inghilterra, Olanda o Norvegia, questi comportamenti vengono fischiati sia dai tifosi avversari sia dai propri.”

Perché in Italia invece si accetta la simulazione?

“Vorrei che ci fosse maggiore severità da parte degli arbitri. Se a ogni contatto un giocatore si porta le mani al viso senza aver subito nulla, è qualcosa di cui vergognarsi. Penso anche alla partita Napoli-Roma: Gutiérrez, toccato al petto, è caduto urlando con le mani sul volto. Anche gli allenatori dovrebbero richiamare i propri giocatori ed evitare queste sceneggiate. Spesso gli arbitri finiscono per cadere nel tranello, anche sotto la pressione di otto giocatori che protestano contemporaneamente.”

Quali sono le insidie di Roma-Cremonese?

“La Cremonese in questo momento non è una squadra brillante e ha difficoltà soprattutto in fase realizzativa. Partite del genere, però, non vanno mai sottovalutate. La differenza di valori è evidente, ma sarebbe un errore per la Roma pensare che tutto venga facile. Alla lunga i valori dovrebbero emergere, ma serviranno determinazione e attenzione, perché la Cremonese verrà all’Olimpico con l’obiettivo di fare risultato: la sua classifica è complicata e ha bisogno di punti.”

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